Fatturazione attiva e passiva: qual è la differenza?

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fatturazione attiva passiva

Due tipologie di fatturazione, le difformità e le differenziazioni

 

Due differenti termini definiscono la difformità che intercorre tra le due tipologie di fatturazione, da una parte ci sono le azioni che sono frutto delle decisioni, e alle quali è la persona stessa a fornire l’input.

Rispetto alla fatturazione passiva, invece, si deve parlare della ricezione di documenti e notifiche che provengono dall’esterno, avendo la possibilità in un secondo tempo di archiviare il materiale per consultarlo al momento del bisogno.

Inoltre la fatturazione attiva è quella in uscita alla quale sono soggetti i clienti, all’opposto la fatturazione passiva riguarda i fornitori e in questa fatturazione è compresa anche come detto la documentazione in ingresso.

Si comprende da ciò che è poco sopra riportato, che la forma attiva di fatturazione è più complessa, maggiormente strutturata e abbisogni di strumenti più avanzati per essere gestita al meglio.

La fattura, nel campo del diritto, è quel documento fiscale obbligatorio diffuso da un soggetto fiscale al fine di comprovare la cessione di beni o prestazione di servizi e il diritto a incassare il costo.

L’emissione di una fattura viene definita col nome di fatturazione.

Le fatturazioni passive (per esemplificare) sono quelle emesse dai fornitori.

Le fatturazioni attive sono quelle che vengono emesse verso il cliente.

 

La fatturazione verso le PA (Pubbliche Amministrazioni)

 

È dal 2015 che la fatturazione nei confronti della Pubblica Amministrazione è divenuta elettronica ed obbligatoria sotto questa formula.

Questo approccio è stato scelto come evoluzione dei costumi e dei modi di impiegare la rete anche a livello commerciale, quindi le modifiche si sono rese necessarie.

Il primo elemento che emerge da questo nuovo approccio alla fatturazione, è che si risparmiano tempo e denaro, visto che viene evitata l’affrancatura e la spedizione di documenti tramite posta tradizionale.

Vi è da aggiungere che anche la sicurezza confermata dal protocollo SdI il Sistema di Interscambio dell’Agenzia delle Entrate che controlla tutti passaggi del processo, inviando all’utente una conferma, risulta maggiore.

Successivamente all’emissione o alla ricezione di una fattura, è essenziale salvare il documento in modo che lo possiate consultabile in futuro.

L’archiviazione cartacea viene sconsigliata per via del fatto che la carta porta a necessarie quantità di spazio da occupare unicamente per questo scopo.

Questa buona e innovativa pratica, permette di evitare lo speco di carta ha anche una funzione di protezione dell’ambiente, in aggiunta il formato web evita l’eventuale smarrimento dei documenti.

 

Tipologie di fattura differenti: le merci e le prestazioni lavorative

 

La fattura immediata è quel tipo di fatturazione che va emessa ed inviata al cliente entro il medesimo giorno della vendita o di una prestazione di servizio.

La fattura definita come differita invece è quella che deve essere effettuata entro il giorno 15 del mese successivo a quello di consegna della merce.

Questo secondo genere di fatturazione si ha quando i prodotti venduti sono accompagnati dal DDT.

La fattura accompagnatoria mette insieme in un medesimo documento gli elementi relativi alla fattura e le informazioni sul trasporto dei prodotti venduti.

In conclusione abbiamo voluto accennare anche a queste formule perché i tipi di fattura vanno compresi al meglio.

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